“SIGARETTE SPENTE SU MIO FIGLIO DISABILE”. CARABINIERI CERCANO I GIOVANI AGGRESSORI

È andato in onda ieri pomeriggio su Studio Aperto, il tg di Italia1, il servizio su un giovane reatino, disabile, aggredito nei giorni scorsi da alcuni suoi coetanei. In video, di spalle, la mamma del ragazzo, nell’intervista di Rtr ripresa da Mediaset. GUARDA IL SERVIZIO

(ANSA, di Fabrizio Colarieti) Avrà pensato che erano amici, come quelli con cui stava giocando a carte, che di loro si poteva fidare. Gli hanno dato una spintarella, ma che importa, tra amici accade sempre. Poi però gli hanno spento una sigaretta addosso, e il dolore ha preso il posto del gioco. E’ arrivato anche uno schiaffo sulla nuca, tanto da vedere nero. E le prese in giro, quelle brutte di cui nessuno dovrebbe essere oggetto. Nemmeno il tempo di realizzare che era la vittima di un gioco crudele da parte del branco, che il collo della felpa e della giacca che indossava gli sono stati bruciati. Gli altri guardavano e non facevano nulla per impedire quella vergogna. E’ il racconto della madre di un ragazzo disabile di Rieti, di 23 anni, che nei giorni scorsi, dopo che il figlio e’ stato vittima di una pesante aggressione da parte di alcuni suoi coetanei, si e’ rivolta ai Carabinieri. La donna ha raccontato che l’episodio si e’ svolto in un locale davanti a diverse persone e nessuno e’ intervenuto. “Mio figlio era in una tavola calda – ha raccontato la donna – seduto per conto suo a giocare a carte con due ragazzi, poi un altro passa e gli da uno schiaffo sulla nuca, lo cominciano ad infastidire, gli strappano le carte e gliele buttano a terra. Mio figlio si china per raccoglierle, e mentre si rialza sente bruciare il collo”. Solo un ragazzo e’ intervenuto, ha detto la donna agli inquirenti, e ha provato a fermare il branco: “Poi mio figlio e’ scappato, e’ tornato a casa e mi ha raccontato tutto. Sono andata sul posto, ho chiesto spiegazioni, ma nessuno mi ha risposto, anzi ridevano”, ha aggiunto la donna. “Mio figlio – prosegue il racconto – ora prende dei farmaci. Non ne aveva avuto bisogno neppure quando gli e’ morto il papà. Ma la violenza che ha subito lo ha scosso nel profondo. Ha incontrato difficoltà a dormire, ha bisogno di tranquillanti. I primi giorni sono stati molto pesanti. Anche perché ha dovuto raccontare, vedere le foto per riconoscere i vari ragazzi”. Sull’accaduto ora indagano i Carabinieri che stanno tentando di identificare i tre, o forse quattro ragazzi, che hanno aggredito il giovane disabile attraverso le immagini registrate da una telecamera. Foto: RietiLife ©

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